Graphic Design

Diretti, contemporanei, distintivi.

E anche visionari, eleganti, onirici. A seconda del caso Bellissimo adatta la sua ricerca visiva alle esigenze del cliente, dando sempre il proprio valore aggiunto — nei progetti d’avanguardia come per quelli di largo consumo o B to B.
Il progetto di interfacce per siti web e app è diventato parte consistente del nostro lavoro.

Abbonamento Musei

Un simbolo contemporaneo per la cultura in Piemonte

Bellissimo ha progettato l’identità visiva della carta musei di Torino e della regione. Un’immagine fresca e distintiva, per comunicare un modello di offerta unico
nel suo genere.

Leggi

Codice - La scienza dal giocattolaio

Disegnare un libro,
giocare con le immagini

Codice Edizioni si affida a Bellissimo per arricchire con immagini “La scienza dal giocattolaio”. Il risultato guida il lettore in un’esperienza visiva fatta di contrasti, fotografie surreali e trucchetti.

Leggi

Grafica / Le operazioni preferite

Sottrarre e dividere. Due operazioni scelte in principio come regole del nostro modo di progettare, che continuano a indirizzare il lavoro di Bellissimo.

Scegliere, eliminare, ridurre. Rendere chiaro e immediato ciò che è complesso, attraverso il segno grafico e le immagini. Quel che rimane al termine del processo è un segno evocativo forte, capace di fissarsi nella memoria.

Four Roses

Il legame tra il whisky
e la letteratura

Un pack originale, ispirato dall'incipit del “Grande Gatsby”, per attrarre un pubblico super-giovane, modaiolo e irrequieto. Un look nuovo per legare un classico bourbon alle tendenze millennials.

Leggi

iCoolhunt

Un logo a caccia di trend

Bellissimo ha disegnato l’immagine del social network di tendenze: l’eccentrico elefantino zebrato con ombrello è allo stesso tempo preda ideale e personificazione del perfetto coolhunter.

Leggi

Grafica / Progettare un sito

Non è inseguire l’ultima tecnologia, né complicare il design. Per noi vuol dire comprendere quali sono l’architettura e l’interazione più opportune per comunicare la visione del cliente, una certa struttura di pensiero.

Progettiamo siti e app semplici da usare e ricchi di contenuto.
Un approccio information-driven, a cui combinare lo stato dell’arte del linguaggio web.

Torino 2010 European Youth Capital

Il simbolo della gioventù

Una Y dentro un cerchio: il copyright sull’essere giovani. Il logo di Bellissimo diventa un’icona potente e riconoscibile, che per un intero anno racconta il legame tra Torino e i giovani europei.

Leggi

Club To Club

Immagine avant-pop
in continua evoluzione

Da 14 anni Bellissimo esprime tutta la sua passione per il clubbing curando l’identità visiva del festival più importante d’Italia.

Leggi

Grafica / Loghi e messaggi

Creare un logo comporta un’esplorazione vorticosa del simbolismo aziendale e dei “paesaggi di brand” che si affermano nella nostra mente.

Consideriamo questo insieme di ricordi visivi e riflettiamo sulle richieste del cliente. Tutto va a bilanciare le prime idee grafiche: gli obiettivi e la visione che le ispirano, il modo in cui sono state formulate, perfino la personalità di chi le ha espresse.

Dopo questa deriva creativa, operiamo una selezione delle forme (“the strengthening of signal and the reduction of noise”), elaborandole fino a costruire un’immagine coordinata completa.

Lo scopo è spingere un po’ più in là i confini della percezione di tutti i giorni, mettere in questione i nostri processi visivi immediati, perseguire un’identità nuova
—gradevole e lievemente diversa— mantenendo al tempo stesso la logica di una comunicazione sempre efficace.

“Our concern is always ‘the place of value in a world of facts’. But there is no role waiting for us, there is merely the chance of making one out of the sheer courage of our perceptions.”

— Norman Potter, “What is a designer”

Grafica / L’educazione alla visione

Anche nel graphic design, apprendere è l’unica strada per mantenere un atteggiamento produttivo. Cambiano le tecnologie, gli strumenti di progetto, ma non la ricerca e 
la passione.

La visione, alla stregua del linguaggio e del discorso, è una sintesi.
Ciò che percepiamo è il frutto di quel che vediamo elaborato dall’esperienza visiva che abbiamo acquisito finora. Significa che “noi vediamo ciò che siamo capaci di vedere”. Che la nostra percezione può migliorare e arricchirsi nel tempo.

Nell’età dell’imagologia migliorare il proprio lavoro, creare “immagini” mai viste prima sono per noi imperativi per andare oltre le mode, non fossilizzarsi su uno stile, salvaguardare sempre la ragione del progetto. Un processo che si alimenta di un confronto sempre aperto — al nostro interno e con i committenti.